Dal 15 ottobre Google Ads sta distribuendo progressivamente due nuovi controlli per Search, Shopping, Performance Max e Demand Gen: la priorità dei canali e l’allocazione percentuale del budget. L’obiettivo è superare la scelta secca tra includere o escludere una rete, permettendo di finanziare prima i canali più importanti e testare gli altri entro confini più leggibili. La novità è utile soprattutto per le PMI con budget contenuti, ma va interpretata con precisione: l’allocazione è calcolata sul budget medio giornaliero, funziona su base best effort e non sostituisce né il limite di spesa complessivo né una verifica delle conversioni per canale.

Cosa cambia: da acceso o spento a prima e dopo

Fino a oggi molte scelte di distribuzione erano percepite come binarie: attivare o disattivare i partner di ricerca, includere o escludere la Rete Display, accettare oppure no una copertura più ampia. I nuovi controlli aggiungono una gerarchia. Un canale può essere impostato ad alta priorità e ricevere budget prima di un canale a bassa priorità, purché rispetti gli obiettivi della strategia d’offerta.

La configurazione può essere definita a livello di account, budget condiviso o singola campagna. L’impostazione più specifica prevale su quella generale. Per una piccola azienda questo consente di creare una regola comune e derogare soltanto dove esiste una motivazione concreta, evitando che ogni campagna diventi un caso isolato difficile da controllare.

La distribuzione sarà progressiva e le opzioni cambiano secondo il tipo di campagna. Prima di intervenire bisogna verificare ciò che compare nell’account reale.

I canali controllabili dipendono dalla campagna

Nelle campagne Search si possono distinguere Google Search, partner di ricerca e Rete Display. Nelle Shopping sono disponibili Google Search e partner di ricerca. Performance Max separa il gruppo dei canali Google, i partner di ricerca e la Rete Display; Demand Gen distingue i canali Google dalla Rete Display, ma al momento supporta la priorità e non l’allocazione percentuale.

C’è un limite importante: in Performance Max e Demand Gen superfici come Search, YouTube, Maps, Gmail e Discover restano aggregate nel gruppo ‘canali Google’. Il nuovo controllo non permette di assegnare una percentuale diversa a ciascuna di queste superfici. Se l’obiettivo richiede una separazione più netta, la struttura delle campagne deve essere progettata di conseguenza.

Le impostazioni non si configurano dal manager account: vanno applicate nel singolo account cliente o nella campagna.

Il limite percentuale è best effort, non un tetto contabile

L’allocazione è disponibile soltanto sui canali impostati a bassa priorità. La percentuale viene calcolata sul budget medio giornaliero della campagna, non sulla spesa effettivamente sostenuta quel giorno. Con un budget medio di 100 euro e un’allocazione del 10%, il sistema prova a mantenere quel canale entro 10 euro al giorno.

La parola decisiva è ‘prova’. Google dichiara che il controllo opera su base best effort: in alcune giornate la spesa del canale può superare la percentuale indicata. Il conteggio riparte ogni giorno e un avanzo o uno sforamento non viene trasferito al giorno successivo. Su un budget condiviso, la percentuale si applica all’intero insieme delle campagne collegate, non a ciascuna singolarmente.

Questo controllo non va confuso con i limiti di addebito. Per la maggior parte delle campagne con budget medio giornaliero, Google può addebitare fino al doppio del budget in una singola giornata e fino a 30,4 volte il budget medio nel mese. Priorità e allocazione distribuiscono il budget tra canali; i limiti giornalieri e mensili regolano invece la spesa complessiva fatturabile.

  • Percentuale calcolata sul budget medio giornaliero, non sulla spesa del giorno.
  • Applicazione best effort, quindi possibili superamenti quotidiani.
  • Azzeramento giornaliero senza recupero tra un giorno e l’altro.
  • Su budget condivisi, calcolo sull’intero gruppo di campagne.

La strategia d’offerta può rendere la priorità quasi irrilevante

Una campagna con Target CPA o Target ROAS che non è limitata dal budget continuerà a cercare risultati compatibili con il target attraverso i canali disponibili. In questa condizione, la sola etichetta alta o bassa priorità generalmente non cambia la distribuzione. L’allocazione percentuale del canale a bassa priorità, se impostata, continua invece ad applicarsi.

Quando la stessa campagna è limitata dal budget, i canali ad alta priorità ricevono risorse per primi finché possono restare nel target. Se non riescono ad assorbire altro budget senza peggiorarlo, il sistema può passare a un canale a bassa priorità capace di generare conversioni entro l’obiettivo. Non è quindi un ordine rigido che ignora il rendimento.

Con Massimizza conversioni, Massimizza valore di conversione, Massimizza clic, CPC manuale o quota impressioni target, i canali prioritari vengono finanziati prima; l’eventuale budget residuo può andare ai secondari. Prima di cambiare le priorità bisogna annotare strategia, stato ‘limitata dal budget’, target, qualità del tracciamento e volume minimo necessario per una lettura affidabile.

Prima del budget viene la qualità della misurazione

Una rete con costo per conversione più basso non è necessariamente la migliore se genera richieste fuori target, telefonate irrilevanti o ordini poi annullati. La decisione richiede conversioni definite correttamente, deduplicate e collegate alla qualità commerciale: lead qualificato, appuntamento, preventivo accettato o margine dell’ordine.

Il confronto deve includere volume, costo, valore, tasso di conversione e tempi di maturazione per canale. Anche la finestra temporale conta: pochi giorni possono riflettere apprendimento, stagionalità o variazioni casuali. La novità permette di testare un canale prima escluso, ma non sostituisce un’ipotesi e un criterio di successo stabiliti in anticipo.

Google consente di usare priorità e allocazione nei custom experiment, con alcune limitazioni. Gli esperimenti non supportano i budget condivisi e una divisione 50/50 dell’idoneità alle aste non garantisce spesa o impressioni identiche. Per leggere il risultato bisogna mantenere stabile il resto della campagna e attendere un periodo coerente con il volume di conversioni.

  • Definire una sola variabile principale da testare.
  • Confrontare conversioni qualificate, non soltanto clic o moduli inviati.
  • Registrare configurazione, data di attivazione e ipotesi attesa.
  • Evitare modifiche simultanee a budget, target, creatività e landing page.

Febbraio 2027: attenzione alle campagne Search con Display Expansion

Google ha già indicato un cambiamento futuro. Da febbraio 2027 le campagne Search con Display Expansion attiva passeranno ai nuovi controlli e l’attuale logica di distribuzione verrà rimossa. La spesa tra Ricerca, partner e Display potrebbe quindi cambiare.

Per mantenere un comportamento vicino alla configurazione attuale, Google suggerisce di impostare la Rete Display a bassa priorità con un’allocazione giornaliera del 50%, sempre su base best effort. Se le priorità vengono configurate prima della migrazione, le nuove regole entrano subito in funzione e sostituiscono il comportamento precedente.

La scadenza non richiede di intervenire oggi su ogni campagna. Richiede però un inventario: quali campagne Search usano Display Expansion, quali risultati attribuiscono alla Display e chi dovrà approvare la nuova configurazione. Arrivare a febbraio senza questa mappa significa scoprire il cambiamento soltanto dai numeri.

Un piano operativo in sette giorni per una PMI

Giorno uno: esportare l’elenco delle campagne e annotare tipo, budget, strategia d’offerta e stato limitato o non limitato. Giorno due: segmentare i risultati per rete o canale e verificare la qualità delle conversioni. Giorno tre: identificare account default, budget condivisi e possibili override.

Giorno quattro: scegliere una sola campagna con volume sufficiente e formulare un’ipotesi, per esempio testare i partner di ricerca a bassa priorità entro una percentuale definita. Giorno cinque: controllare che conversioni e consenso funzionino, quindi predisporre un esperimento quando compatibile. Giorno sei: documentare criteri di stop, durata e responsabile del controllo. Giorno sette: attivare in una finestra monitorata e salvare la configurazione iniziale.

Dopo l’avvio, il controllo non deve limitarsi alla spesa. Si verificano sforamenti giornalieri rispetto all’allocazione, qualità dei lead, differenze per canale e cambiamenti nel CPA o nel valore. Se la misurazione non consente di distinguere il risultato commerciale, la priorità è correggere i dati prima di ottimizzare il budget.

Nota sulla visual editoriale

La visual di apertura è un’immagine originale Scenicom realizzata con strumenti di intelligenza artificiale generativa e direzione creativa umana. Rappresenta un budget che raggiunge prima due percorsi prioritari e viene poi distribuito verso canali secondari attraverso limiti visibili; non riproduce interfacce o marchi di terzi.

Budget sotto controllo

Sai quali canali stanno assorbendo il budget e quali generano contatti reali?

Analizziamo campagne, conversioni e qualità dei lead per definire priorità coerenti con gli obiettivi, senza confondere nuovi controlli con risultati garantiti.

Domande frequenti

In breve.

01Le priorità per canale sono già disponibili in tutti gli account Google Ads?

No. Google ha iniziato la distribuzione progressiva dal 15 ottobre 2026 e la disponibilità varia secondo account e tipo di campagna. Va verificata direttamente nelle impostazioni reali.

02Un’allocazione del 10% impedisce sempre di superare quella percentuale?

No. È un limite best effort calcolato sul budget medio giornaliero. La spesa del canale può superarlo in singole giornate e il conteggio riparte ogni giorno.

03Impostare un canale a bassa priorità equivale a escluderlo?

No. Il canale può ricevere il budget rimasto dopo quelli prioritari. Se l’allocazione viene impostata allo 0%, Google indica che il canale non riceverà spesa.

04La priorità funziona anche con Target CPA e Target ROAS?

Sì, ma se la campagna non è limitata dal budget la sola priorità generalmente non cambia la distribuzione. Un’allocazione impostata sul canale a bassa priorità continua invece ad applicarsi.

05Conviene applicare subito le nuove impostazioni a tutto l’account?

No. È più prudente inventariare campagne e misurazione, scegliere un caso leggibile, definire un’ipotesi e testare. Le impostazioni a livello account possono essere sovrascritte dalle singole campagne, ma una modifica ampia rende più difficile capire la causa dei risultati.

Fonti primarie

Documentazione consultata.

  1. Google Ads & Commerce — Guide your campaign spending with new priority and allocation features
  2. Google Ads Help — About channel prioritization and budget allocation
  3. Google Ads Help — Budgets overview
  4. Google Ads Help — About custom experiments
  5. Google Ads Help — Where your ads can appear
  6. Google Ads Help — How budget changes take effect